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Bis (seconda parte):

Nuovi momenti catartici

dal libro di Flavio Oreglio

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J’accuse! (dirò!)

(Varie, n.d.r.)

 

Il lavoro non ha mai ucciso nessuno, però perché rischiare?

 

Chi va con lo zoppo, è un assistente sociale.

 

Dopo il tempo delle vacche grasse, ci sarà il tempo delle vacche magre. C’è di buono che le vacche non mancheranno mai!

 

Dagli amici mi guardi Iddio che dai nemici mi guardo io, e tutti insieme si guarda un porno in TV.

 

Il movimento anarchico è fallito perché non sono riusciti ad organizzarsi.

 

Dulcis in fundo: il dolce alla fine. Ma del giro di amari offerto dalla casa non parla mai nessuno.

 

Ungaretti in età matura scrisse: “M’illumino d’immenso”. Quindi non è vero che solo i giovani si drogano.

 

E’ inutile piangere sul latte versato. Ma è da pirla ridere sul latte in bottiglia.

 

Viviamo in un brutto mondo: due ore fa un tipo su un’auto di cortesia mi ha mandato affanculo.

 

Dall’arca di Noè non tutti gli animali discesero: una coppia di tarli non ne volle proprio sapere.

 

Sua madre si chiamava Rosa, suo padre Narciso: ovvio che fosse un figlio dei fiori.

 

Ho preso due piccioni con una fava. E adesso? Mi cagano dappertutto!

 

I canguri stanno imparando a camminare, lo fanno da quando hanno saputo che esistono i “ quattro salti in padella”.

Non credo alle frasi d’amore contenute nei cioccolatini. L’unica frase di cioccolatini a cui crederei è: “Stai ingrassando coglione”.

 

 

 

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